Giardino di Boboli

Informazioni

Giardino di Boboli

 

 

 

Il giardino di Boboli nasce nel 1550 per volontà di Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I de' Medici, che acquistò i primi terreni dalla famiglia Pitti. Il progetto di sistemazione del giardino fu intrapreso da Niccolò Pericoli, detto il Tribolo. Dopo la sua morte nel 1555, la direzione dei lavori fu assunta da Davide Fortini e successivamente, fra il 1554 e il 1561, da Giorgio Vasari.
Anche l'Ammannati vi prestò la sua opera negli anni dal 1560 al 1583 progettando il cortile che conserva il suo nome. Al suo interno vi è la splendida grotta del Buontalenti (1583) nella quale è possibile ammirare la Venere del Giambologna e le copie de I prigioni di Micbelangelo. Da non perdere l'Anfiteatro eretto dai Medici nel XVII secolo. Da qui si ammira il cortile del Palazzo Pitti, che per la sua forma è detto del Carciofo, opera del Tadda e Susini (XVII sec.).
Nei primi anni del '600, con Cosimo I (1609-1621), il giardino venne ampliato sotto la supervisione di Gherardo Mechini e Giulio Parigi. A quest'ultimo si deve anche la suggestiva Vasca dell'Isola, che contiene l'Oceano del Giambologna. Nel '700 il Granducato passò agli Asburgo-Lorena e sotto Pietro Leopoldo di Lorena (1765-1790) furono intrapresi ingenti lavori di restauro che interessarono le sculture, le architetture, gli impianti idrici e la vegetazione. Il giardino fu dotato di nuovi edifici, fra i quali il Kaffeehaus (1775) e la Limonaia (1777-1778), progettati da Zanobi del Rosso, la Palazzina della Meridiana, iniziata nel 1776 da Niccolò Gaspero Paoletti, e Il giardino degli ananassi. Nel 1834, sotto Leopoldo II, il giardino subì la distruzione dei labirinti e l'apertura di un grande viale carrozzabile, su progetto di Pasquale Poccianti.

Cultura

Oltre l’Arno. Sulla riva sinistra del fiume si estende un quartiere dalla forte identità culturale. Non solo chiese, conventi, musei, giardini, gallerie, tabernacoli, ma strade, piazze e luoghi dove la storia e la cultura di un popolo vanno in scena ogni giorno. Passeggiare lungo le vie dell’Oltrarno rappresenta un’esperienza tanto quanto visitare le sue chiese o ammirare le straordinarie collezioni conservate nei musei. Un patrimonio culturale unico per Firenze e sempre a disposizione di chiunque voglia conoscerlo.